Ultimi Commenti

  • Commento di: Paolo
    14.08.2017 @ 16:30:41

    Interessante intervento di Mauro Boati, Responsabile area politiche attive Assolavoro (Associazione nazionale delle agenzie per il lavoro), i cui temi si intrecciano con i contenuti di questo post, e toccano il finanziamento a risultato, la sostenibilità dei servizi, le finalità delle politiche attive del lavoro e la differenza tra esse e un semplice matching domanda-offerta immediato.

    http://www.assolavoro.eu/sites/default/files/article/GUIDA_LAVORO%20-%20n.%2031%2028%20luglio%20-%20Mauro%20Boati.pdf

  • Commento di: Paolo
    12.08.2017 @ 18:57:44

    Perché il modello pay by result sia sostenibile è necessario che il rischio che assume il soggetto attuatore sia compensato. Il massimo successo non può corrispondere alla mera copertura delle spese, altrimenti l’attività è in perdita sicura e non ha senso presentare una manifestazione di interesse.
    E’ certamente fuori discussione che lo stesso soggetto attuatore debba rischiare di anticipare indennità per un ammontare che potrebbe raggiungere le diverse centinaia di migliaia di euro e anche oltre, soprattutto se i soggetti attuatori aderenti fossero in numero limitato; ben oltre la capacità economica richiesta per una normale attività di erogazione di servizi per il lavoro.

  • Commento di: Paolo
    15.04.2017 @ 07:57:34

    Il commento precedente è stato inserito nel post.
    E’ stato aggiunto in allegato l’elenco degli accreditati al 14 aprile 2017.

  • Commento di: Paolo
    6.04.2017 @ 09:27:18

    Aggiungo la citazione del comma 1 dell’articolo 11 del D.Lgs. 276/2003, attuativo della cosiddetta Legge Biagi:
    “E’ fatto divieto ai soggetti autorizzati o accreditati di esigere o comunque di percepire, direttamente o indirettamente, compensi dal lavoratore.”

  • Commento di: Paolo
    11.04.2016 @ 13:08:10

    Per alzare lo sguardo e vedere oltre l’orticello sotto casa, un documento di Italia Lavoro:
    Le Convenzioni Ministero del Lavoro/Regioni per la gestione dei Servizi per l’Impiego e le Politiche Attive del Lavoro.

  • Commento di: Paolo
    31.01.2016 @ 16:11:13

    Perché un atto assimilabile alla corruzione, o alla concussione, abbia luogo i soggetti direttamente coinvolti devono essere in due, ed entrambi acquisiscono un vantaggio indebito. Se una delle due parti rivela il gioco quando è finito o perché è finito, non c’è un gran merito.
    Inoltre la vicenda riporta l’attenzione sulla sostenibilità dell’attività di un ente di formazione professionale: nel passato si sono cercati modi per rendere in qualche modo “remunerativo” l’esercizio di questi organismi, che fosse politico, irregolarmente economico o altro. Nel momento in cui si sta ricostruendo un sistema su basi nuove è dunque inderogabile individuare e delineare le modalità in cui le singole realtà possano ragionevolmente giustificare la propria esistenza in termini di sostenibilità. Questo scongiurerebbe quanto meno la possibilità di fornire alibi assortiti ad avventurieri quali quelli che hanno imperversato nel sistema e consentirebbe agli onesti di esistere e operare in modo limpido e consistente.

  • Commento di: Nunzio
    25.01.2016 @ 10:26:03

    Oramai non può più tirarsi indietro, spero che la procura di Palermo abbia bene ascoltato perchè di fatto il Sig. Marasà ha denunciato fatti che sono penalmente rilevanti.