Una gola profonda nella Formazione Professionale

A quanto pare, quindi, Antonino Marasà, presidente del Consorzio Eduform, ha parlato con i magistrati della Procura di Palermo, dimostrando così di essere un cittadino quantomeno coerente con le dichiarazioni fatte precedentemente alla stampa. Detto ciò è difficile prevedere in quale direzione si svilupperanno le indagini. Marasà potrebbe avere confessato “solo” una serie di comportamenti deprecabili da un punto di vista morale come, appunto, la richiesta di raccomandazioni da parte di politici e funzionari della regione, ma senza alcuna rilevanza penale. Altra cosa sarebbe se dalla dichiarazioni emergessero indizi di reato più o meno gravi nei confronti di eventuali indagati di cui, almeno finora, non c’è traccia. Attualmente, come si sa, è in corso a Messina un processo nei confronti dell’On, Francantonio Genovese, accusato di reati commessi in attività collegate al settore della formazione professionale. Ovviamente, solo a conclusione del processo si potrà dire se ci saranno delle condanne, ma intanto appare comunque chiaro che l’On. Genovese non può essere considerato l’unico responsabile dello sfascio della formazione in Sicilia. Ben vengano, quindi, le confessioni di Marasà. Anche se le sue parole non fossero sufficienti, per mancanza di prove stringenti, a portare qualcuno in giudizio, saranno comunque utilissime a scoperchiare un mondo putrido e melmoso che ha generato comportamenti riprovevoli da un punto di vista sociale, di cui tanti sono stati “osservatori” più o meno interessati e non pochi complici pienamente consapevoli. A 40 anni dalla legge 24/76 “Addestramento professionale dei lavoratori”, le denunce di Marasà appaiono a molti un segno dei tempi che potrebbe stimolare altre “gole profonde” presenti in tutte le provincie siciliane a svuotare finalmente il sacco da tante nequizie.