Le confessioni di Marasà

Le recenti dichiarazioni del presidente del Consorzio Eduform, Antonino Marasà, sul mondo della formazione professionale (vuole fare nomi di politici e funzionari della Regione che in questi anni, ha detto, “mi hanno chiesto di fare lavorare amici e parenti ed ora neppure mi ricevono”) nonostante l'apparente chiarezza, risultano abbastanza criptiche ed ancora tutte da decifrare. Da decifrare perchè è difficile capire se il suo è soltanto uno stato d'animo, il grido disperato di un Presidente, ormai fuori dal mondo che ruotava intorno alla politica o, semplicemente, l'espressione autentica di un cittadino che vuole denunciare fatti molto gravi, non solo dal punto di vista etico, ma anche penale. In attesa, quindi, di conoscere l'esito ultimo delle sue dichiarazioni, ci permettiamo di suggerire a Marasà quanto segue: eviti di usare una formula che sa tanto di minaccia, più o meno palese, nei confronti di qualcuno e, se ci riesce, vuoti finalmente il sacco che, per quanto ci fa intuire, è pieno di tanta roba accumulata in lunghi anni di attività in uno dei settori più famigerati della Sicilia. Insomma, la Sicilia ha gia tanti problemi da risolvere, ci aiuti Marasà a risolverne almeno uno, non ad aggiungerne altri. Parli subito, quindi, nelle sedi opportune, la Procura, se le sue confessioni contengono aspetti penali. Indichi nomi e fatti precisi se si tratta, invece, “solo” di vicende poco edificanti dal punto di vista morale. Oppure, per favore, taccia per sempre. La Sicilia non ha bisogno di altri chiacchieroni.