
UNA TAPPA IMPORTANTE NEGLI ITINERARI PER IL LAVORO
Apr 20th
Venerdì 15 aprile 2016 è stato un momento importante nel percorso tracciato da Itinerari per il Lavoro, coerente con i principi fondativi della nostra associazione: la ricerca del confronto, dell’approfondimento, la condivisione, la costruzione di sistemi efficaci e sostenibili, il rifiuto dell’assistenzialismo e dell’autoreferenzialità.
Nel merito dei contenuti, Itinerari per il Lavoro, attraverso il suo presidente Salvatore Alessandro e il suo vicepresidente Paolo La Carrubba, ha esposto sinteticamente la sua visione dei servizi per le politiche attive del lavoro e alcuni aspetti di cui ha proposto in modo formale l’implementazione in Sicilia.
L’elemento fondamentale è la sussidiarietà dalla presa in carico, e cioè la possibilità che soggetti privati accreditati prendano in carico i lavoratori e possano offrire loro i servizi essenziali non limitando la propria attività al assegno di ricollocazione, così come avviene in buona parte delle altre Regioni e soprattutto in Lombardia, in un sistema composito, articolato, ben collaudato ed efficace. In pratica organismi privati accreditati cooperano e competono allo stesso tempo con il pubblico a vantaggio della qualità dei servizi per i cittadini-lavoratori. Sono in itinere provvedimenti che introducono la sussidiarietà in Sicilia per via legislativa, caso unico in Italia, ai quali dovrà comunque affiancarsi una convenzione con il Ministero, atto amministrativo che da solo sarebbe bastato, almeno nell’immediato.
Un altro aspetto di rilievo è legato alla possibilità di accreditare per i servizi per il lavoro nuovi organismi, com’è ovunque ad eccezione del Lazio e della Sicilia. Se ci sono strutture di nuova costituzione che hanno al loro interno operatori di comprovata esperienza, al momento i nuovi organismi, anche autorizzati dal Ministero per lo svolgimento dell’attività e in regolare possesso degli altri requisiti, devono lavorare gratuitamente per un anno prima di potersi accreditare. Di fatto di tratta di una barriera per gli onesti e di una protezione delle corporazioni. Di queste norme non sono responsabili né l’attuale Assessore Regionale del Lavoro Gianluca Miccichè né l’attuale Dirigente Generale del Dipartimento Lavoro Maria Antonietta Bullara. Confidiamo che entrambi, insieme alla giunta regionale, possano ricondurle su binari di maggiore equità.
Infine, secondo Itinerari per il Lavoro, deve essere riconosciuto un ruolo formale ad una relativamente nuova forma organizzativa anche nell'ambito dei servizi per le politiche attive del lavoro: il contratto di rete, ovvero le reti di agenzie. Itinerari propone di superare il modello della megastruttura articolate in numerose sedi, per consentire anche l’aggregazione in rete di strutture medio-piccole formate da operatori competenti, aggregazione che risulta agile, resiliente, efficace. Anche questo, a vantaggio di chi dei servizi deve fruire e anche di una più facile azione di governance da parte delle competenti strutture della Regione e nazionali.
Gianni Bocchieri, un siciliano di grande competenza e autorevolezza a capo della Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, nonché docente di Politiche del Lavoro all'Università di Bergamo, ha guidato i presenti in una esplorazione critica del modello lombardo della Dote Unica Lavoro, con uno sguardo al quadro nazionale, premettendo che tale modello non è esportabile sic et simpliciter in tutta Italia e tanto meno in Sicilia. Il contesto influisce in modo determinante sull’efficacia delle politiche attive e quindi sulla scelta delle misure e sul modo di attuarle. Fare politica attiva del lavoro in Lombardia è più facile che altrove. L'occupazione non si crea per legge, ma la creano le imprese, dice il prof. Bocchieri. E quindi le politiche per lo sviluppo, alle quali le misure di politica attiva del lavoro non possono che fare riferimento.
Tutti gli aspetti del modello lombardo, dalla concezione di base all'implementazione, a Garanzia Giovani, e sono estremamente interessanti e interessante è farne spunto per ogni contestualizzazione nel territorio italiano, e a maggior ragione nella definizione del modello nazionale prossima ventura.
Nel suo intervento di denuncia e di programma, l’Assessore Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro Gianluca Miccichè esprime amarezza per pesanti eredità del passato anche recente: il "disastro amministrativo" di Garanzia Giovani in Sicilia, per programmazione squilibrata, overbooking esagerato sui tirocini; la spesa irrazionale su sportelli multifunzionali e formazione impiegando male personale qualificato e rendendo inutili le azioni non investendo contemporaneamente sullo sviluppo; il disastro organizzativo del Dipartimento Lavoro, la cui riorganizzazione è in corso.
C'è un cerino che si sta consumando nelle mani di chi opera in questo momento, e bisogna agire con il contributo di tutti i soggetti interessati per la costruzione di un nuovo modello che rompa col passato e che sia efficace se si vuole evitare di scottarsi.
L'Assessore Regionale dell'Istruzione e della Formazione Bruno Marziano in un lucido e documentato intervento espone le concrete prospettive intrecciate del futuro del sistema della formazione e del futuro del personale. Il settore contempla circa 10.000 addetti, considerando gli assunti prima e dopo il 31 dicembre 2008 e anche gli operatori dei soppressi sportelli multifunzionali. È necessario riformare il sistema, renderlo compatibile con un rinnovato modello nazionale, e per far questo va contemporaneamente gestita una fase transitoria nella quale il personale addetto deve ridursi, evitando la cosiddetta “macelleria sociale”. Per questo è stato coinvolto il Ministero del Lavoro per un’analisi delle singole posizioni degli 8.247 operatori assunti prima del 31 dicembre 2008, perché non c'è una soluzione unica per tutti, ma se si vuole fare la riforma ci vuole una soluzione per tutti, diversa a seconda delle diverse condizioni, ma ci vuole una soluzione per tutti. Altrimenti nessun percorso serio di riforma è praticabile.
Preso atto della realtà, si intende chiedere al presidente Crocetta una delibera dello stato di crisi, con la quale si afferma lo stato della situazione mettendo le carte in tavola, e ciascuno dovrà fare la propria parte.
Dichiarato lo stato di crisi, si forma un tavolo istituzionale al quale devono partecipare tutti i soggetti interessati, per mettere il sistema al servizio del sistema delle imprese, dell'economia, per stabilire in che direzione andare per il rilancio del sistema formativo e per stabilire quali strumenti mettere in campo per quel segmento di formatori che non ha più possibilità di rientrare: i 3 ministeri interessati (MLPS, MIUR, MISE), le associazioni degli enti, le organizzazioni sindacali.
Senza un intervento complesso così articolato, non ci saranno altre risorse per la formazione professionale siciliana già dal prossimo anno.
Nell'intervento della senatrice Nunzia Catalfo, vicepresidente della Commissione Lavoro del Senato: l'attività parlamentare e in commissione riguardante il sistema Sicilia; la facile previsione del fallimento di Garanzia Giovani Sicilia sulla base di quanto appreso sulla programmazione delle azioni prima del loro avvio e l'assenza di monitoraggio; la denuncia del disfacimento doloso di un sistema misto già implementato, lasciato degenerare e morire anziché rafforzarlo e rilanciarlo; l'esigenza di garantire il diritto dei lavoratori ai servizi essenziali; l'importanza di una formazione di qualità per l'efficacia delle politiche attive del lavoro e per l'inserimento lavorativo, la situazione dell'IeFP (percorsi di Istruzione e Formazione Professionale per l’assolvimento dell’obbligo) in Sicilia.
Nell'intervento dell'On. Luisa Albanella: l'indagine conoscitiva della Commissione Lavoro della Camera sui fattori che hanno ostacolato l'azione dei CPI; la carenza di risorse (economiche e umane); l'integrazione tra le politiche attive e passive; le difficoltà introdotte dalla frammentazione del sistema in realtà regionali; la riforma comunque come strumento; la necessità di adeguare il sistema siciliano; le sinergie tra servizi pubblici e privati. L’On. Albanella ha anche evidenziato i punti qualificanti del modello lombardo; ha sostenuto l’efficacia dell’adozione della sussidiarietà per la qualità dei servizi, l’imprescindibile esigenza di reimpiegare il personale dei soppressi sportelli multifunzionali. Ha poi fatto cenno al ddl sul contrasto alla povertà e al cosiddetto “Jobs Act degli autonomi”, sottolineando che anche questi provvedimenti legislativi in itinere coinvolgeranno i servizi per il lavoro pubblici e privati. Ha descritto la gravità dei ritardi nell'attivazione dei servizi per le politiche attive rispetto alla data di entrata in vigore della riforma degli ammortizzatori sociali, i riflessi della riforma costituzionale approvata in parlamento e in attesa di referendum; ha denunciato i danni della mala gestione della formazione professionale in Sicilia; ha ricordato le reiterate richieste di tavolo di crisi nazionale; giudicato importante la possibilità di l'autoimpiego degli operatori delle politiche attive del lavoro. Infine, l’On. Albanella ha affermato con forza che le politiche attive del lavoro possono avere successo solo in presenza di politiche per lo sviluppo efficaci, altrimenti non si può creare occupazione.

Ipotesi di lavoro
Apr 8th
La recente riforma dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, rappresenta, comunque la si valuti, un importante strumento operativo per intervenire concretamente in un settore decisivo per il futuro del paese e, in particolare, per la Sicilia che ha urgente bisogno di rinnovare profondamente le vecchie e ormai obsolete strutture, entrate già da tempo in una crisi irreversibile, senza appello. Se non cambiano i comportamenti degli attori coinvolti in questo processo di rinnovamento, anche le riforme migliori rischiano però di fallire, ancor prima di muovere i primi passi.
Per cogliere le nuove opportunità offerte dalla riforma è necessario, quindi, che anche la Sicilia si ispiri al quadro nazionale che è composto ancora dalle diverse realtà regionali.
E’ opportuno che le buone pratiche emerse dalle prime implementazioni regionali della riforma (D.Lgs 150/2015) vengano valorizzate attraverso un loro inserimento nel modello nazionale dei servizi per le politiche del lavoro in corso di definizione da parte dell’Anpal (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro), come nel caso della Regione Lombardia, che attua la riforma del mercato del lavoro attraverso il suo modello di politiche attive denominato Dote Unica Lavoro (DUL) che rappresenta lo strumento per l’accompagnamento al lavoro dei disoccupati e per la formazione dei lavoratori ed è certamente tra i modelli operativi di politica attiva e servizi al lavoro più innovativi ed efficaci presenti in Italia.
Un momento pubblico di confronto su questi problemi di grande attualità è rappresentato dal convegno promosso da “Itinerari per il lavoro” (Associazione di operatori delle politiche attive del lavoro) dal titolo “Ipotesi di lavoro: Jobs Act Lombardia Sicilia” che si terrà a Catania il 15 aprile, alle ore 10.30, al Museo diocesano in via Etnea 8.
Il convegno, moderato da Salvatore Alessandro (Presidente Itinerari per il lavoro) e introdotto da Paolo La Carrubba (Vicepresidente Itinerari per il lavoro) prevede la relazione di Gianni Bocchieri, Direttore della Direzione generale istruzione formazione e lavoro Regione Lombardia. Seguirà una Tavola Rotonda con Nunzia Catalfo Vicepresidente Commissione Lavoro del Senato; Luisa Albanella, Commissione lavoro della Camera dei Deputati; Marcello Greco, Presidente Commissione Lavoro dell'Ars; Gianluca Miccichè, Assessore Regione Siciliana Famiglia, Politiche sociali e lavoro; Bruno Marziano, Assessore Regione Siciliana Istruzione e Formazione; Marco Montoro, Dirigente Servizio III Dipartimento Lavoro Regione Siciliana – Programmazione spesa comunitaria - progetti FSE.

LAVORO E FORMAZIONE: UNA DOTE DA IMITARE
Feb 8th
Come riferiva il quotidiano La Sicilia in un articolo di Michele Guccione del 27 gennaio 2016, «La Lombardia, che ha un tasso di spesa del Fse simile alla Sicilia, ha attuato il programma “Dote unica lavoro”, riconosciuto come best practice dall’Ue: individuati i costi standard uguali per tutti e accreditati gli operatori pubblici e privati, ha integrato formazione, servizi personalizzati per la ricerca di lavoro e materiale inserimento in azienda, pagando a risultato. Un modello che potrebbe essere mutuato in Sicilia se solo si resistesse alla consueta tentazione di foraggiare precari ed enti inutili.»
Quindi l’esperienza lombarda, molto ben gestita dal direttore generale della direzione generale Istruzione, Formazione e Lavoro, il ragusano Gianni Bocchieri, ovviamente compatibile con le norme del Jobs Act, può ispirare la svolta per i Servizi per il Lavoro siciliani, tacciati di sterilità ed eccesso di burocrazia dai lavoratori che ne hanno dovuto far uso, in un regime che combina cooperazione e competizione tra pubblico e privato e tra privati, selezionando “naturalmente” le realtà di maggiore qualità.
La Dote Unica Lavoro viene assegnata al lavoratore e gli consente di ottenere alcuni servizi finalizzati all’acquisizione di competenze e all’inserimento lavorativo. Per stabilire qual è l’ammontare massimo del finanziamento per questi servizi, al lavoratore viene attribuita inizialmente una fascia che indica la sua difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro. Più viene considerato difficile l’inserimento più è alto il finanziamento.
Il lavoratore deve iscriversi via internet al “Sistema Informativo Regionale” oppure rivolgersi ad un operatore accreditato per i Servizi per il Lavoro dalla Regione che lo supporterà in tutto il percorso.
Gli operatori definiscono insieme al lavoratore un percorso personalizzato che viene formalizzato nel Piano di Intervento Personalizzato (PIP).
Il Piano di Intervento Personalizzato contiene la descrizione delle tappe del percorso che deve condurre il lavoratore agli obiettivi concordati e indica i servizi e le risorse coinvolti. Il lavoratore sarà seguito da un tutor, che viene anch’egli indicato nel PIP. Tutte le fasi del percorso vengono registrate sul Servizio Informativo della Regione via Internet dall’operatore accreditato.
I servizi previsti nel PIP e per i quali è possibile utilizzare la Dote Unica Lavoro devono essere erogati da uno dei seguenti soggetti (soggetti attuatori):
- operatore accreditati dalla Regione per l'erogazione dei servizi al lavoro;
- le Università del sistema universitario regionale legalmente riconosciute esclusivamente per l'erogazione di servizi formativi nell'ambito di Master Universitari di primo e secondo livello;
- operatori accreditati alla formazione per tipologie specifiche che vanno definite con appositi provvedimenti.
Gli operatori che hanno erogato i servizi previsti dal PIP ricevono la liquidazione solo nel caso in cui siano rispettate tutte le condizioni previste dalla normativa regionale e dal PIP, e quindi solo dopo aver erogato i servizi.
Da notare come la formazione sia strettamente legata ai bisogni professionali e formativi, e che quindi sia inquadrata in un nuovo paradigma di sistema e quindi di efficacia.
Non sono ammissibili i costi associati ai servizi di base, che devono essere erogati a titolo gratuito ai lavoratori, quali l’accoglienza e l’accesso ai servizi, il colloquio specialistico e la definizione del percorso.
I servizi finanziabili si suddividono in servizi a processo e servizi a risultato.
I servizi a processo vengono liquidati sulla base dell’erogazione del servizio e delle ore fruite dal destinatario.
I servizi a risultato vengono liquidati sulla base del raggiungimento del risultato prefissato e consistono sostanzialmente nell’avvio di rapporti di lavoro subordinato o missioni di somministrazione ovvero nell’autoimprenditorialità consistente nell’iscrizione dell’impresa alla CCIAA e nell’apertura di una partita IVA.
Riferimenti (Regione Lombardia):
- Deliberazione Giunta Regionale Regione Lombardia 8 ottobre 2015 n. X/4150
- Convenzione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Regione Lombardia del 2 dicembre 2015
- Decreto direttore generale 9 dicembre 2015 - n. 11053 –Aggiornamento della metodologia di calcolo del costo standard e degli standard minimi dei Servizi al Lavoro
- Deliberazione Giunta Regionale Regione Lombardia 10 dicembre 2015 n. X/4526
- Circolare del Direttore Generale El.2015.0447567 del 11/12/2015
- Decreto direttore generale 23 dicembre 2015 - n. 11837 – Approvazione del «Manuale di gestione della dote unica lavoro» a valere sul programma operativo regionale FSE 2014 - 2020 obiettivo «Investimenti in favore della crescita e dell’occupazione»
- DDUO n. 152 del 14 gennaio 2016 - Determinazioni relative all'avviso Dote Unica Lavoro POR FSE 2014-2020 di cui al D.D.U.O n. 11834 del 23 dicembre 2015

Una gola profonda nella Formazione Professionale
Gen 31st
A quanto pare, quindi, Antonino Marasà, presidente del Consorzio Eduform, ha parlato con i magistrati della Procura di Palermo, dimostrando così di essere un cittadino quantomeno coerente con le dichiarazioni fatte precedentemente alla stampa. Detto ciò è difficile prevedere in quale direzione si svilupperanno le indagini. Marasà potrebbe avere confessato “solo” una serie di comportamenti deprecabili da un punto di vista morale come, appunto, la richiesta di raccomandazioni da parte di politici e funzionari della regione, ma senza alcuna rilevanza penale. Altra cosa sarebbe se dalla dichiarazioni emergessero indizi di reato più o meno gravi nei confronti di eventuali indagati di cui, almeno finora, non c’è traccia. Attualmente, come si sa, è in corso a Messina un processo nei confronti dell’On, Francantonio Genovese, accusato di reati commessi in attività collegate al settore della formazione professionale. Ovviamente, solo a conclusione del processo si potrà dire se ci saranno delle condanne, ma intanto appare comunque chiaro che l’On. Genovese non può essere considerato l’unico responsabile dello sfascio della formazione in Sicilia. Ben vengano, quindi, le confessioni di Marasà. Anche se le sue parole non fossero sufficienti, per mancanza di prove stringenti, a portare qualcuno in giudizio, saranno comunque utilissime a scoperchiare un mondo putrido e melmoso che ha generato comportamenti riprovevoli da un punto di vista sociale, di cui tanti sono stati “osservatori” più o meno interessati e non pochi complici pienamente consapevoli. A 40 anni dalla legge 24/76 “Addestramento professionale dei lavoratori”, le denunce di Marasà appaiono a molti un segno dei tempi che potrebbe stimolare altre “gole profonde” presenti in tutte le provincie siciliane a svuotare finalmente il sacco da tante nequizie.

Le proposte di Itinerari all'Assessore Lavoro Sicilia Miccichè
Gen 27th
Martedì 26 gennaio 2016 il Consiglio Direttivo di Itinerari per il Lavoro ha incontrato a Palermo l'Assessore del Lavoro Gianluca Miccichè, con la partecipazione del deputato regionale On. Giuseppe Sorbello, come già ipotizzato dopo la seduta della Commissione Lavoro dell'ARS del 16 dicembre alla quale Itinerari per il Lavoro aveva partecipato.
Le argomentazioni dell'Associazione sono state introdotte dal Presidente Tuccio Alessandro, che ha esposto obiettivi e metodi dell'azione di Itinerari per il Lavoro, evidenziando, tra l'altro che tra le componenti del sistema formazione in Sicilia, comprendente i soppressi sportelli multifunzionali (politica, enti, apparato burocratico, lavoratori), le spese del fallimento le sta sopportando la parte meno responsabile, quella dei lavoratori. L'Assessore ha espresso le sue valutazioni sulla situazione del sistema, sull'iter delle misure in corso di attuazione e sull'implementazione delle nuove norme sul mercato del lavoro, sulle politiche attive e sui Servizi per il Lavoro. Sia l'Assessore che l'On. Sorbello hanno convenuto che le soluzioni da individuare, perché siano concretamente attuabili, devono avere la caratteristica della reale sostenibilità.
Il vicepresidente dell'Associazione ha esposto sinteticamente tre proposte che in questo momento Itinerari giudica essenziali. In particolare, Itinerari sostiene:
- L'attuazione della sussidiarietà consentita dall'art. 18 del D.Lgs. 150/2015 del Jobs Act, che consiste nella possibilità che le misure di politica attiva del lavoro di sistema per i disoccupati vengano attuate, oltre che dai CPI, dai soggetti pubblici e privati accreditati. Questa scelta è già stata compiuta da diverse regioni tra le quali la Lombardia e consente di ottenere un livello più elevato dei servizi e un maggiore significato, un'attività più ampia e presente nel territorio dei servizi privati per il lavoro. L'organizzazione internazionale CIETT considera fattore di competitività per il territorio il coinvolgimento dei privati in queste azioni.
- La trasformazione del Ciapi di Priolo in Agenzia Regionale per la Formazione e per il Lavoro, così come previsto da emendamenti al disegno di legge di riforma della Formazione Professionale in discussione in V Commissione all'ARS, attribuendo ulteriori compiti nel campo delle politiche del lavoro alla costituenda agenzia.
- L'introduzione di integrazioni e modifiche alle norme di accreditamento dei Servizi per il Lavoro della Regione Siciliana per risolvere alcune ambiguità presenti e consentire a nuovi organismi, costituiti in prevalenza da operatori dei soppressi sportelli multifunzionali iscritti all'albo, di accreditarsi e operare secondo le strategie e le disposizioni nazionali e regionali in vigore.
Le proposte sono state accolte favorevolmente dall'Assessore e dall'On. Sorbello, e quindi considerate meritevoli di ulteriori valutazioni e approfondimenti. Tra gli elementi che hanno destato maggiore interesse è stata l'ipotesi di introdurre l'accreditamento di contratti di rete costituiti da organismi accreditati, e quindi di fatto attribuire un ruolo formale alle reti di agenzie.
Tutti i presenti hanno concordato sull'opportunità di prendere in considerazione i modelli già in attuazione, con la necessaria contestualizzazione alla complessa realtà siciliana.
L'Assessore ha reso noto un confronto in corso con le strutture deputate del Ministero del Lavoro e con i vertici dell'ANPAL finalizzato alla definizione di un'organizzazione siciliana della rete dei servizi per le politiche del lavoro che tenga conto dell'esistenza di centinaia di operatori qualificati e da tempo inattivi.






